Transiberiana

Mi sono sempre chiesto che cosa realmente sta dietro questo termine, così pomposo, immenso da pronunciare. Da bambino, uno dei primi VHS entrati in casa sull’epopea delle ferrovie, è stato appunto quello della Transiberiana, il lungo – a tratti monotono – racconto di un viaggio da Moska a Vladivostok.

Quando viaggi verso Est in Russia ti viene da guardare sempre la ferrovia. “Sarà Lei? E’ la mitica Transiberiana???? No, siamo ancora in Europa, no troppo a Ovest”. Lei c’è sempre, i suoi treni partono da Moska, ma c’è un momento magico, passati gli Urali, in cui ritrovi le stesse locomotrici e gli stessi vagoni… e d’improvviso loro sono diventati la Transiberiana, quasi la trasformazione di una persona qualunque che diventa supereroe, ma non cambia d’aspetto. Tu però sai che è un supereroe!

Se non conosci l’epopea della Transiberiana, questo treno non ha nulla di speciale all’apparenza. Ma se guardi bene, tradisce alcuni caratteri che ti fanno pensare che abbia qualcosa di speciale. Il fatto che le stazioni sono estremamente pompose ad esempio, o i vari monumenti celebrativi sparsi in più punti lungo la linea. Oppure il fatto che l’orario delle stazioni è sempre sul fuso orario di Moska, anche a 4/5 fusi orari più a Est. Questo è un treno speciale, lo senti quando lo vedi passare, anche se locomotive e carrozze sembrano ordinari. E lo dice la sua incredibile storia.

E la Transiberiana non è l’unica ferrovia ad est estremo, a Nord c’è la BAM, altra linea che corre sopra al lago Baykal, mentre la linea principale corre sulla riva Sud, andando a chiudere quello che molti chiamano il percorso circolare del Baykal . Viene da pensare ad un trenino che corre placido sulle rive di un lago, ma non è così: d’inverno siamo ad una media di -30, e intorno al lago non vi è anima viva, solo lunghi, lunghissimi convogli merci che viaggiano nel gelo, a nord e sud, tra montagne e pianure ghiacciate.

A breve ci ritroveremo a lato dei tuoi binari per riprendere la nostra via verso Est, interrotta lo scorso anno. Andiamo verso i passi montani più selvaggi, quelli oltre Ulan Ude in direzione Vladivostok. Lungo i binari che uniscono occidente e oriente.

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