Le case di Tomsk

Una domenica pomeriggio arriviamo a Tomsk. Fa caldo per essere in Siberia, non par vero che in inverno questo sia il regno del ghiaccio. Le case di Tomks raccontano la storia della Siberia meglio di qualunque museo, attraverso i loro intarsi parlano di chi vi ha vissuto tra le pareti in legno scricchiolante, raccontano di commerci lungo il fiume Ob, di compravendita di legno, raccontano di matrimonio e morte, di esplorazioni ad Est, verso l’ignoto.

 

Le case di Tomsk cercano di sopravvivere ad una modernità banale ed uniformante, ai palazzi di cemento che le insidiano, cercano di sopravvivere alle speculazioni e si riparano in poche viuzze al riparo dal traffico, lontane da camion, bus e dai caffè finto americano della via principale. Sono la cosa che non ti aspetti, la parte più genuina e semplice di questa terra, dove ai primi posti tra le cose più visitate vi sono surreali monumenti in bronzo al pinguino, il termosifone e la pantofola. E le case con la loro storia rimangono in silenzio nelle vie secondarie, popolate da un mondo di vecchi che non vuole spostarsi nei condomini in cemento, forse perché sono gli ultimi a rendersi conto del loro straordinario valore.

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