Disordinati appunti cinesi – 2014

8 maggio 14

Business dinner stasera, Shenzhen, LIV piano dell’hotel di lusso in centro alla città, un mondo surreale di ricchezza e insostenibili stili di vita. Il nostro anfitrione ha qualcosa come 60 hotel sparsi per tutta la Francia, noi siamo solo due italiani che hanno delle belle idee e poche cose da vendere.
A volte credo che qui tutto sia irreale, come in un sogno.
Ci siamo comportati di conseguenza, siamo stati quelli che non eravamo, e alla fine siamo stati bravi, senza ingannare veramente nessuno. Ad essere sincero non ho mai riso tanto.
Poi l’ultima birra della serata, la migliore, quella più vera, ad un bancone della città reale, tra bancarelle di astanti sudati e l’odore di tofu fritto che brucia nelle narici, in un mondo contrapposto che non dista più di un chilometro dal precedente.
Più tempo rimango in Cina, meno riesco a comprendere i suoi abitanti, vorrei scrollarmi di dosso questa fastidiosa sensazione, ma non riesco a farlo.
Nel contempo anche il ritrovarmi a discutere con il mio amico mi mette di fronte all mie debolezze. Sto forse scoprendo di essere diventato rigido con il passare degli anni? E’ possibile? Può essere, eccome!
Non dovremmo mai smettere di essere attenti alla possibilità di migliorarci.
A tratti rido, sono leggero, mi diverto con Quinto in questo viaggio. Poi mi arrabbio. I migliori compagni di viaggio li ho sempre trovati tra le persone con cui ho un rapporto a tratti conflittuale. Prima o poi mi fidanzerò con una persona con cui ho un rapporto così, potrebbe addirittura funzionare.
Sono strano, tendo ad aprirmi con gli sconosciuti, e finisco spesso per farmi abbindolare, mentre rimango algido con gli amici. Quante emozioni.
9 maggio 14
Questa notte ho sognato che ero in viaggio con un gruppo di amici. Con noi c’era il mio compagno delle elementari, Nando, che non vedo da moltissimi anni.
Giravamo per la città, ma lui era sempre impegnato: teneva un’agenda in mano, prendeva appunti e non ci dava ascolto, era noi ma in realtà viveva dentro il suo lavoro. Pensavo fosse un comportamento stupido il suo, anche un pò maleducato se vogliamo, e che si stava perdendo il mondo che avevamo intorno e le cose che stavamo dicendo.
Poi mi sono svegliato. E mi sono reso conto che Nando sono io.
11 maggio 14, Milano

Una splendida giornata con la mia amica del cuore, Ula. Nei suoi occhi ho visto la serenità nel rimanere insieme che non vedevo da tempo. Ci siamo visti sia a pranzo che a cena. La Cina mi ha ricaricato, riesco a trasmettere nuovamente cose ed emozioni, mi ero quasi dimenticato come si fa, deve essere merito dei contrasti.

Ci vogliamo veramente bene? Forse dovremmo imparare a volercene di più. Intanto sono tornato a ridere di gusto.
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